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ROMA, 31 GEN – L’Interpol ha diffuso una lista di 50 sospetti militanti dello Stato islamico che sarebbero giunti in Italia sbarcando sulle coste della Sicilia. Tutti sono di nazionalità tunisina. Lo scrive il quotidiano britannico ‘Guardian’, che ha avuto accesso esclusivo a fonti dell’Interpol. La lista, che dettaglia nome, cognome e data di nascita dei presunti jihadisti, secondo il giornale è stata trasmessa il 29 novembre dell’anno scorso al ministero dell’Interno e alle principali agenzie antiterrorismo e di intelligence europee. Tutti i 50 tunisini sono indicati come affiliati all’Isis. Quattro dei nomi che compaiono nell’elenco sono già noti ai servizi di sicurezza europea. Uno di questi, potrebbe aver varcato la frontiera italo-francese per raggiungere Gard, centro nella regione francese dell’Occitania. I presunti jihadisti, secondo il ‘Guardian’, sarebbero sbarcati in Sicilia tra luglio e ottobre del 2017, senza essere intercetTati. Sarebbero giunti con quegli ‘sbarchi fantasma’ sul litorale di Agrigento, nella zona di Torre Salsa, dove l’estate scorsa sono state trovate ripetutamente tracce di arrivi via mare, come indumenti e anche documenti d’identità tunisini.
E’ da anni che i rischi di potenziali infiltrazioni terroristiche sono noti ma in tutto questo periodo la sinistra ha scelto di continuare con la politica degli sbarchi. L’indifferenza genera corresponsabilità. ” dice l’europarlamentare e vicesegretario federale della Lega Lorenzo Fontana.
Rapporti del Califfato del 2014, insieme agli allarmi del procuratore Roberti, alle ammissioni dei ministri Orlando e Minniti, a dichiarazioni dell’ammiraglio Melone, capo della Guardia Costiera, ormai da anni confermano che la strategia Isis di infiltrazione in Europa contempla potenziali ingressi sui barconi. E gli sbarchi, a gennaio, sono ripresi a livelli record. Le politiche del governo Gentiloni-Minniti hanno mostrato tutta la loro inefficacia“.