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ALBAREDO D’ADIGE, 22 FEB – “La legge sulla legittima difesa va cambiata. Uno Stato serio premia chi si difende e chiede scusa per non essere stato capace di provvedere direttamente alla tutela dei cittadini in pericolo. Oggi invece viviamo in un mondo rovesciato dove i criminali spesso la fanno franca e le vittime vengono ingiustamente inquisite. Bisogna risvegliare il buon senso”. Risuona dal teatro comunale di Albaredo d’Adige l’appello della Lega per la riforma dell’attuale articolo 52 del codice penale. Ieri sera l’europarlamentare e vicesegretario federale del Carroccio Lorenzo Fontana ne ha parlato davanti al pubblico con i due protagonisti delle cronache di Ponte di Nanto del 3 febbraio 2015, Graziano Stacchio e Robertino Zancan, in un incontro organizzato dal segretario Lega locale Devid Marin e introdotto dal sindaco Giovanni Ruta. Era proprio il 3 febbraio 2015 quando Stacchio riuscì a sventare l’assalto alla gioielleria di Zancan, difendendo imprenditore e dipendente. Nella sparatoria morì un bandito e per Stacchio iniziò un calvario giudiziario di 18 mesi e 45 mila euro di avvocati, pagati grazie “all’enorme solidarietà ricevuta”, ha spiegato. Su quei fatti il poliziotto Paolo Citran – presente in sala – ha scritto un libro: “L’inferno di Ponte di Nanto”, pubblicato dalla casa editrice Mazzanti Libri.
Stacchio ha parlato di “ferita indelebile” e Zancan, in un appassionato intervento, ha lanciato il suo appello alla politica: “Non è possibile che chi delinque sia trattato meglio degli onesti lavoratori che pagano le tasse e chiedono sicurezza”, spiegando: “Sono vivo per miracolo, non mi ritengo una vittima, ma un bersaglio. Negli ultimi anni io, la mia famiglia, le mie proprietà siamo stati presi di mira diverse volte. I banditi mi hanno spaccato a suon di botte spalla e costole, hanno cercato di uccidermi, hanno aggredito la mia famiglia, mi hanno minacciato e rapinato, hanno compromesso la mia attività lavorativa”.
“Il nostro codice penale è del 1930 e riflette un sistema in cui è il ‘sovrano’ a concedere diritti ai sudditi, non sono i cittadini a delegare allo Stato la tutela dei propri diritti”, ha spiegato l’editore Andrea Mazzanti. “La legittima difesa – ha precisato Citran – è un diritto naturale prima che positivo. La legge attuale non tiene in debito conto lo stato alterato in cui si trova un soggetto in pericolo”. Fatto confermato dallo stesso Stacchio: “In quel 15 febbraio ho assistito a una scena da film, ma non era un film. Ogni volta che il pensiero mi torna alla mente rivivo quei momenti, rimango turbato e non posso fare a meno di chiedermi: ma in che Paese viviamo?”.